In Impact Hub coltiviamo nuove idee che diventano progetti e creiamo nuovi contatti che diventano relazioni. Da oggi in Impact Hub Firenze possiamo coltivare anche piante ed ortaggi, innaffiarle, curarle e vederle crescere grazie al nostro impegno e al nostro amore, nell nostro orto, un ortobioattivo appena creato in una delle nostre corti esterne grazie all’aiuto di Giovanni Petrini Spidro, che abbiamo intervistato per capirne di più.

 

Cos’è l’Agricoltura Bioattiva

L’agricoltura bioattiva rigenera i terreni invece di impoverirli per massimizzare il profitto e rappresenta un’alternativa che ci rende più consapevoli e partecipi di un nuovo modello di alimentazione per il futuro. Si basa sul rispetto dei principi naturali e sulla lentezza, per portare a maggiore qualità nella vita di ognuno di noi, oltre che negli ortaggi coltivati, contrapposta alla frenesia del presente. Tanti aromi e sapori e nessun ausilio di prodotti sintetici per un’agricoltura che replica quello che la natura fa da sempre. Combinando tecniche moderne e principi scientifici fondate sul rispetto dei meccanismi naturali del pianeta vengono realizzati non solo estesi campi aperti ma anche orti urbani anche in spazi ridotti, che si inseriscono perfettamente nel contesto in cui sono inseriti.

 

Come nasce e cosa fa Ortobioattivo

“Un ortobioattivo utilizza dei micro-organismi specifici in grado di difendere le piante, rigenerare il terreno e metabolizzare gli inquinanti.” ci spiega Giovanni Petrini Spidro, co-fondatore di Ortobioattivo. “Questo accade in misura maggiore se l’ortobioattivo è realizzato in un contesto urbano come quello di Firenze Rifredi. E chi lo coltiva può accedere quotidianamente a alimenti sani e ad alto contenuto nutrizionale, esponendosi meno alla sensibilizzazione dovuta ad agenti chimici a cui l’aumento di malattie e allergie è correlato. Ortobioattivo nasce dalla mia esigenza personale – la scarsa soddisfazione nell’alimentazione attuale, anche quella bio. L’agronomo Andrea Battiata ha cercato di capire dal punto di vista scientifico la perdita dei sapori di una volta, dovuti al terreno inerte che caratterizza le coltivazioni intensive. Il tasso di materia organica nei terreni adibiti ad agricoltura tradizionale è di circa il 5% mentre nella foresta pluviale arriva al 40%. Si ricrea un sottobosco per permettere agli ortaggi di crescere in salute.

Ortobioattivo collabora con l’Università di Firenze, sia all’interno dell’Orto Botanico “Giardino dei Semplici” con il CERFIT, iCentro di Riferimento Regionale in Fitoterapia, studiando l’uso terapeutico delle Echinacee coltivate col metodo ortobiattivo, sia con l’Ateneo Sostenibile dell’Università di Firenze, fornendo un esempio di come sia possibile ridurre l’impatto delle produzioni agricole eliminando pesticidi e fertilizzanti chimici. 

Non solo ricerca ma anche un’agricoltura rigenerativa e sostenibile a portata di tutti. Grazie alla cooperativa Semele, un campo adibito alla coltivazione con metodo ortobioattivo, è in grado di coprire il fabbisogno di ortaggi di 100 famiglie. Sono già in distribuzione settimanale le cassette di ortaggi destinati a coloro che vogliano alimentarsi in modo sano con cibo ortobioatttivo. Per chi ha lo spazio e la volontà è possibile realizzare il proprio ortobioattivo in giardini privati, terrazzi o balconi per avere, a metri zero, ortaggi di qualità ricchi di elementi nutraceutici.”

 

Perchè è importante ospitare Orto Bioattivo

“Orto Bioattivo è un progetto che coniuga la tradizione all’innovazione che viene generata dall’esperienza.” afferma Riccardo Luciani, Direttore di Impact Hub Firenze. “Non è un progetto legato soltanto al prodotto oppure all’orto ma modifica l’approccio delle persone nei confronti del cibo. Aver portato Orto Bioattivo in mezzo al cemento del quartiere di Firenze Rifredi aiuta a riconnettersi col verde dando la possibilità ai nostri Hubber di coltivare l’orto nel proprio luogo di lavoro, Per noi è importante aver creato la partnership per far diffondere l’idea al di là dei confini di Firenze e sostenere i progetti futuri legati all’acquisto di cassette di frutta e verdura di stagione.” E l’amore degli Hubber nei confronti del nostro Orto Bioattivo è già iniziato: tre sono le squadre che si prenderanno cura dell’orto e che ne coglieranno i frutti, coltivandolo con amore.