Un’attrice, una sociolinguistica, un’esperta musicale, una scrittrice e una giornalista: cinque splendide donne che tra un funambolismo e l’altro si sono raccontate al pubblico di Hub durante l’isolamento da Covid19, intervistate in live streaming dalla nostra Lisa Innocenti.

Un palinsesto di storie al femminile e di audaci acrobazie in un tempo eccezionale che ha messo tutti a dura prova: tra vita privata, carriera professionale e pandemia, ecco come si sono allenate e reinventate le protagoniste de Le Acrobate Home Edition.

A rompere il ghiaccio con la prima diretta streaming è stata la simpaticissima Gaia Nanni, attrice di prosa fiorentina alle prese con due gemelli, un compagno e un calendario appeso al muro con trentacinque date – oramai annullate – che l’avrebbero portata nei teatri di tutta Italia. Cala il sipario, ma Gaia non si arrende.

“Non so come faremo a riprendere il nostro lavoro dopo un arresto di undici mesi e sogno il momento in cui calcherò di nuovo le scene. Nel frattempo fisso il viso dei miei figli, ne studio i particolari e mi azzuffo con le mamme nei gruppi Whatsapp!”.

Gaia si rintana nel suo appartamento e attende il suo momento. Se volete rivedere la sua intervista e assaporare un pò di sana leggerezza, a questo link trovate il video della diretta.

“Ho scoperto di saper cucinare (sono praticamente pronta al matrimonio!) e che tutto quello da cui sono sempre fuggita – ovvero i miei figli – in realtà mi hanno salvata: avere accanto qualcuno o qualcosa che cresce è di grande aiuto in questo momento.”

Chi ha dovuto interrompere il proprio lavoro e chi ha potuto continuare senza sosta, come la seconda acrobata ospitata: Vera Gheno. Sociolinguista (se volete capire il mestiere di una sociolinguista, guardate qui la sua interessantissima diretta), tuttofare e veterana dello streaming, nonché di tutto ciò che ha a che fare con il digitale:

Scrivere, produrre, lavorare è la mia medicina contro il Covid”.

Lo smart working si dimostra, ancora una volta, un’espediente intelligente che ha permesso a molti professionisti di portare avanti le proprie carriere anche da casa. Casa che in questo momento diventa sia spazio di lavoro ma anche “utero” che ci contiene e ci protegge.

“Amo la mia casa: una collezione di cimeli, nonché specchio della mia vita.”

Non la cambierebbe nemmeno con la villa di una star hollywoodiana ed è qui che organizza il suo lavoro tra video conference, linguistica online e scrittura. Femminile, ma non femminista, non vede l’ora di tornare a viaggiare fuori dall’Europa!

Il viaggio è una dimensione importante anche per altre acrobate: la nostra terza ospite, da Milano – dove da alcuni giorni si è potuti tornare a passeggiare per le strade metropolitane – è un’habitué dei viaggi in Europa e nel mondo. I suoi sono viaggi sui generis e dai molteplici significati. Lei è Nur Al Habash, giovanissima professionista dell’industria musicale che ha recentemente fondato un ufficio export per promuovere la musica italiana all’estero.

“Lavorando con l’estero, il viaggio è un aspetto fondamentale del mio lavoro: viaggio per incontrare professionisti della musica, per fare rete con i partner esteri, per partecipare a numerosi festival… e viaggio anche durante i live: l’esperienza del concerto dal vivo è unica e irripetibile e in questo momento la mancanza è viscerale. Dunque svolgo il mio lavoro d’ufficio da casa e mi adatto a questo lockdown sfruttando tutti gli strumenti offerti dal web.”

Strumenti che in questo momento ci permettono anche di restare in contatto con amici, colleghi, collaboratori e, quando si parla di musicisti, con i fan.

“Gli artisti devono fare i conti con un minor guadagno, ma anche con il distacco dai propri fan dato l’impedimento dei live. L’uso dei social e del web in generale diventa importante in questo momento per coltivare i rapporti col proprio pubblico e tenere alta l’attenzione.”

Nur oltre a gestire L’Italia Music Export, è fondatrice della divisione italiana di una rete globale di donne che lavorano nell’industria musicale: shesaid.so. Per approfondire trovate qui la sua diretta.

Reinventarsi, trovare nuove forme di contatto e di intrattenimento sembra essere un mantra comune, soprattutto quando si parla di arte e creatività. Anche la nostra quarta acrobata, la scrittrice Manuela Salvi, non si è di certo risparmiata in quanto ad estro e immaginazione.

“Sono una fatalista e non mi faccio prendere dal panico nemmeno in tempi di Covid! Ciò ha favorito la mia concentrazione e mi ha permesso di fare qualcosa di nuovo: auto produrre il mio primo e-book”.

Già! Perché a volte fermarsi può essere anche uno stimolo e un incoraggiamento per le nostre menti. E’ il caso di Manuela: educatrice, scrittrice di libri per ragazzi e, in quarantena, autrice di “Storie dalla zona rossa”, un originale progetto editoriale che raccoglie 28 racconti ispirati alla cronaca, ad articoli scientifici e alle storie provenienti dalle zone più colpite dal virus.

“E’ stato anche un modo per evadere e rielaborare le emozioni legate agli eventi. Se avessi avuto vent’anni avrei organizzato una rivolta, invece ho scritto un Instant E-book per lettori convinti!”.

Insomma: abbiamo avuto il tempo di fermarci e guardare meglio le cose, al presente, ma anche al futuro. Molte delle nostre acrobate sperano di non dover “più correre su e giù per lo stivale per una futile riunione” (Vera Gheno), ma di dare più valore al tempo, alle proprie vite e all’ambiente che ci circonda. Ambiente che in questo momento sembra essere tornato a respirare grazie ai minori spostamenti, a un minor inquinamento e ad una maggiore presa di coscienza del problema ecologico. “La pandemia ha reso più visibile il problema dell’inquinamento e ha dato modo alle persone di riflettere e agire per salvaguardare l’ambiente. Io per la prima volta ho visto le lucciole nel mio giardino!” continua Emanuela Salvi (link alla sua diretta qui).

Mi piacerebbe che non ci facessimo sfuggire questo grande ritorno della natura e mi auguro che le Istituzioni si facciano sentire sul tema della sostenibilità ora che il problema ecologico si è manifestato forte e chiaro”. Conferma la nostra ultima acrobata, Francesca Vecchioni, giornalista, attivista e fondatrice di Diversity, l’associazione che attraverso ricerca, formazione e consulenza promuove l’inclusione sociale (guardate qui la sua diretta).

“Inoltre vorrei che riuscissimo a superare il gap della questione di genere perché il rischio di una regressione è altissimo. In questa fase abbiamo subìto delle forti discriminazioni a causa del pregiudizio sociale: le categorie più deboli o quelle più ambivalenti (donne, anziani…), in occasioni di crisi come questa, possono essere sia protette che sacrificate e mi piacerebbe che smettessimo di ragionare per categorie, piuttosto avviare un percorso di consapevolezza diffusa.”

E tra la scrittura di un nuovo libro (in uscita a settembre), il lavoro da casa per Diversity e la gestione di due gemelle che si dividono tra mamma Francesca e mamma Alessandra, la nostra acrobata chiude il ciclo di incontri dedicato alle donne e ai loro equilibrismi in quarantena.

Grazie a tutti per averci seguito, grazie alle nostre acrobate e grazie alle ospiti che sono intervenute durante gli streaming (nei commenti delle dirette trovate tutti i link ai progetti raccontati) e grazie alla nostra Lisa Innocenti che ha selezionato e intervistato per tutti noi cinque bellissime donne con cinque avvincenti storie. Ci auguriamo di tornare presto con nuove voci e nuove acrobazie.