BUON VENTO E MARE CALMO

di Chiara Nenci, community manager di Impact Hub Firenze

 

Si sa, questo 2020 è stato un anno come la salita del Tourmalet, come dire ad un bambino “bene ora sei pronto per affrontare le equazioni di Navier-Stokes“, come essere Cracco e all’improvviso ti si scuoce il riso.

Si potrebbe fare un elenco molto lungo delle cose che ci hanno fatto capitolare e quelle di cui abbiamo sentito – e sentiamo – la mancanza. Dentro di noi, però, abbiamo dei piccoli impavidi marinai ai quali dare spazio che ci aiutano a trovare le cose buone che vivono “nonostante i nonostante”. Ecco perché, per chiudere questo anno e tuffarci in quello nuovo, ti propongo un esercizio: quello di svuotare per riempire.

Svuotarti di un paio di cose che ti fanno male e riempirti con quelle che ti spalancano gli occhi in un sorriso raggiante.

Io mi libero del pensiero che non abbraccio la mia nonnina da febbraio, del mal di pancia che mi viene a pensarla sola in una casa grande e silenziosa e dall’immagine di lei che cammina come una piccola tartaruga sul balcone dando le molliche ai passerotti perché, come mi racconta al telefono, “mi sembrano così piccini e infreddoliti. Mi ricordano quando tu seguivi le loro impronte nella neve e avevi quelle guance rosse ciliegia e ti dicevo “Chiarina hai freddo, rientriamo”. Ma io cedevo solo se mi promettevi lo zabaione fatto con l’uovo della gallina Alberta. 

Poi lascio cadere un altro pensiero che mi annoda la gola: il tempo che non ho potuto passare con i miei nipoti, sbaciucchiarmeli, vedere uno che inzuppa il buondì nella minestra e l’altra che fa fare discorsi filosofici ai play mobil. 

Invece, mi tengo stretta – e metto nella nave diretta verso il 2021 – la fortuna di lavorare nel piccolo mondo di Impact Hub dove, insieme, abbiamo imparato a condividere più spesso i nostri pensieri, a farci forza e a spingere sogni e speranze sempre un po’ più in alto delle difficoltà. E sulla stessa imbarcazione metto l’impegno a trovare il lato positivo, una bussola che punti verso il coraggio e un salvagente fatto degli affetti più cari, uniti al bisogno di ringraziare.

Grazie a chi è rimasto con noi, a chi resiste, a chi ci guarda da lontano. A chi ha fiducia in noi e nel futuro, a chi è andato a fondo, ma è tornato in superficie e ora ha qualcosa in più da insegnare.

Auguro a tutt* un anno in cui possiate cavalcare ogni tipo onda, che le vostre vele siano gonfie per le rotte migliori e che possiate gridare con uno sguardo felice… “buon vento e mare calmo”.

 

Chiara Nenci