A inizio marzo Impact Hub Firenze ha ospitato la presentazione del bando culturability – rigenerare spazi da condividere negli spazi BUH! Circolo culturale urbano da poco inaugurato. E mai spazio fu più indovinato per lanciare in Toscana la quarta edizione del bando promosso dalla Fondazione Unipolis per sostenere progetti culturali innovativi che rigenerano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o in fase di transizione, proprio come quello che ospita il coworking Impact Hub e il circolo BUH! a Firenze Rifredi, Viste le affinità, abbiamo deciso di porre qualche domanda a Roberta Franceschinelli, responsabile del progetto, per capirne di più e stimolare la partecipazione al bando di realtà che fanno parte dell’ecosistema Impact Hub Firenze.

Chi è Roberta Franceschinelli e come nasce culturability

Seguo culturability fin dalla sua ideazione nel 2009, a partire da un primo workshop di co-progettazione. Ho iniziato a collaborare con Unipolis nell’aprile di quell’anno, inserendomi nell’area culturale della Fondazione. All’epoca culturability non esisteva ancora, ma c’era l’idea di lavorare per avviare un programma di intervento sul valore della cultura come driver di coesione e di sviluppo sociale dei territori. Il nome culturability è arrivato l’anno successivo, creando un neologismo dalla fusione di “cultura” e “capability”, il concetto di capacitazione elaborato dal Premio Nobel Amartya Sen. Con questo programma abbiamo iniziato a lavorare per generare una riflessione su queste tematiche, ma anche per sostenere (economicamente, ma non solo) iniziative e progetti coerenti con questa impostazione. Nel 2013, poi, nell’ambito dell’iniziative generali sono arrivati i bandi culturability per sostenere progetti di innovazione culturale e sociale proposti da giovani under 35, in grado di favorire e diffondere  idee e modalità di sviluppo all’insegna della sostenibilità.

Tornando al mio ruolo all’interno della Fondazione, oltre a occuparmi di culturability, sono responsabile di tutta l’area culturale della Fondazione e della comunicazione web. Fra i progetti e le attività seguo, ci sono per esempio le iniziative che organizziamo all’interno delle manifestazioni e rassegne di cui siamo partner, per esempio il festival Internazionale a Ferrara. In altri casi, mi sono occupata della relazione con i ricercatori impegnati nelle indagini promosse da Unipolis. Siamo una struttura piccola e c’è una certa flessibilità e trasversalità dei ruoli.

Roberta Franceschinelli culturability

Quali realtà possono partecipare al bando culturability?

A questa quarta edizione del bando possono partecipare progetti innovativi nel settore culturale e creativo ad alto impatto sociale, che rigenerano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati, sottoutilizzati o in fase di transizione. Cultura, innovazione e coesione sociale, collaborazione, sostenibilità economica, occupazione giovanile: questi gli ingredienti che cerchiamo per riempire di creatività questi vuoti e restituirli alle comunità. Qui trovi il bando completo (deadline le ore 13.00 del 13 aprile 2017)

Le imprese nate nella prima edizione

Con la prima edizione 2013/14 culturability – fare insieme in cooperativa abbiamo sostenuto la nascita di 15 nuove imprese cooperative nei settori culturale e creativo, mettendo a loro disposizione un contributo economico di 20.000 euro ciascuno. Abbiamo ricevuto 824 proposte e fra questi, con un doppio step di selezione, abbiamo individuato i 15 progetti: ADDLab (Volo creativo) – Bari, Cooperativa Architetti Emergenti, progetto Arqoo – Reggio Calabria, Attalab (Spark!) – Torino, BeeSide – Social Storytelling – Napoli, BigBang (Film Voices) – Bologna, CODE0039: Cooperativa, Designer Italiani – Lanciano (CH), Cooperativa Curvilinea – Cisliano (MI), Frontiere – Roma, Cooperativa Pequod, progetto Graphic News – Bologna, Greetings from Alghero – Alghero (SS), IOOP – Bergamo, Kilowatt Coop – Bologna, Pigment Workroom – Bari, Progetto QUID – Verona, Sprawl Design Industries – Palermo.

I finalisti della seconda edizione di culturability

La seconda edizione 2014/15 culturability – spazi d’innovazione sociale insisteva sul tema dell’innovazione culturale e sociale, con un primo focus sul tema del recupero di spazi abbandonati o degradati. Tra le 996 proposte arrivate, sono stati selezionati 20 progetti che hanno preso parte al percorso di formazione e mentoring messo a disposizione dal bando. Tra questi, la commissione di valutazione ha individuato i 6 finalisti ai quali è andato il contributo economico, oltre che un ulteriore percorso di accompagnamento.

Diverse le progettualità, i campi d’azione e i modelli di sostenibilità. Tre progetti di rigenerazione urbana che partono dalla cultura per creare nuove occasioni di sviluppo e socialità per spazi ed edifici cittadini: due mercati che rinascono (Mercato Sonato e Mercato Lorenteggio) e un edificio scolastico che si apre all’esterno per creare un modello per la scuola del futuro (Laboratorio Permanente Pisacane). Un progetto che promuove l’accessibilità a contenuti e servizi culturali da parte delle persone sorde (Eyes Made), un hub di formazione e produzione di contenuti  crossmediali per il web (YouTopia), una piattaforma con e-commerce dedicata all’arte digitale (Polline).

I finalisti della terza edizione di culturability

La terza edizione del bando nel 2016, culturability – rigenerare spazi da condividere, aveva lo stesso oggetto di quest’anno: progetti culturali innovativi che — rigenerando e dando nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o in fase di transizione — fossero in grado di restituirli alle proprie comunità e di produrre un impatto sociale positivo. Lo scorso anno fra i 522 progetti ricevuti, ne abbiamo individuati 15 che hanno seguito il percorso di formazione e mentoring, finalizzato a migliorare le proposte progettuali e consolidare i team. La commissione ha poi selezionato i 5 finalisti che hanno ottenuto il contributo economico e proseguito il percorso di accompagnamento.

  • CasciNet: rigenerare terra, persone, territori – Milano – Una cascina recuperata a Milano che si trasforma in un hub multiservizi di innovazione agricola, culturale e sociale attraverso interventi culturali e azioni sociali.
  • CasermArcheologica + Art Sweet Art – Sansepolcro (Arezzo) – Una caserma dei carabinieri abbandonata che riprende vita per trasformarsi in un centro d’arte contemporanea.
  • Hostello delle idee – Terni e Rieti – Una casa/foresteria, annessa a un’ex fabbrica chimica oggi centro culturale, trasformata in  spazio di ricettività che quattro volte l’anno si trasforma in scuole stagionali per la rigenerazione urbana.
  • LAB+: Piazza Gasparotto Urban Living Lab – Padova – Una piazza vuota che si trasforma in laboratorio urbano condiviso e in un luogo di socialità, attraverso un processo di rigenerazione sociale e culturale.
  • MUFANT – MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza – Torino – Uno spazio espositivo e laboratorio territoriale permanente in Italia interamente dedicato al fantastico e alla fantascienza.

culturability Kilowatt Bologna

 

Mufant culturability

Non solo finanziamenti ma un percorso di mentoring su misura

Il percorso di accompagnamento e mentoring è il cuore del bando culturability. È il momento in cui i progetti iniziano a prendere forma e i team iniziano a realizzare che sì, stanno creando qualcosa che può avere un futuro e creare valore per le comunità e i territori di riferimento. Sono momenti di formazione, ma anche di confronto. L’interazione non avviene solo con i professionisti e le realtà coinvolte, ma anche con persone che condividono storie e speranze simili, ma magari lontani geograficamente. Si scoprono affinità e differenze tra luoghi e città lontane fra loro e tutto questo permette a chi partecipa di crescere a livello professionale e personale. Tra i progetti finalisti non vincitori della scorsa edizione, quasi tutti stanno proseguendo il loro cammino con buoni risultati. Tra questi ricordo, per esempio: Piazza dei Colori che sta consolidando le proprie attività per migliorare la qualità della vita dei bimbi e delle famiglie; Expostmoderno a Bari, che in primavera riaprirà le porte di un ex cinema all’aperto nel quartiere Libertà; Stazione Chiaravalle che porta avanti a Milano la propria idea di community hub con percorsi di attivazione della comunità locale.

Le imprese toscane che si sono distinte a culturability

Nell’ultima edizione uno dei 5 progetti vincitori è toscano: CasermArcheologica, un progetto per trasformare un’ex caserma dei carabinieri di 1000 mq, localizzata in un palazzo storico di Sansepolcro, nel primo centro d’arte contemporanea della Valtiberina. Un progetto molto interessante, che nasce dall’energia di un’artista e insegnante locale, di giovani professionisti, di studenti delle scuole superiori e universitari. I due piani superiori di Palazzo Muglioni, di proprietà del Comune, diventeranno non solo sede di percorsi espositivi, ma ospiteranno anche postazioni di co-working e attività di formazione. L’ex caserma diventerà un luogo dove i giovani del territorio possano vivere un clima culturale di apertura, sperimentazione e scambio che li aiuti a individuare la propria vocazione e a orientarsi per le scelte future attraverso l’operatività diretta nei settori delle arti visive e applicate, della gestione culturale e dei servizi tecnici a essa connessi. Da qui partiranno le attività di Art Sweet Art, un programma di residenze di artisti presso abitazioni private, aperte e accessibili ai visitatori, a cui hanno aderito fin da subito il Comune di Sansepolcro e altri sei Comuni della Valtiberina.

Abbiamo anche dei progetti toscani tra i finalisti (poi non selezionati) nelle varie edizioni:  nel DLF: cantieri interculturali per una città inclusiva, un progetto di rivitalizzazione degli spazi del Dopo Lavoro Ferroviario a Pisa, portato avanti da Pisa Folk e dai suoi partner, tutte associazioni condotte da giovani, molto attive sul territorio. Nel 2015, tra i finalisti c’erano Source, progetto di Firenze che ha l’obiettivo di mettere in connessione l’universo dei creativi legati al mondo del design e le aziende e piccole e medie imprese nel campo della produzione e distribuzione e Prod.Art basato nel Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno.

Culturability BUH Firenze

culturability e Impact Hub Firenze / BUH! Circolo culturale urbano

Innanzitutto grazie per l’ospitalità! Grazie al vostro entusiasmo e all’accoglienza che ci avete dato, la presentazione del bando a Firenze è stata un’occasione di confronto e di incontro con le realtà locali e con il fermento che anima la vostra regione. In futuro spero ci siano nuovi momenti di interazione e collaborazione con il vostro team, con cui condividiamo la stessa voglia di fare, produrre e promuovere forme di comunità e di innovazione sociale attraverso la cultura.

Se avete i requisiti adatti, candidatevi subito qui! Avete tempo sino alle ore 13 del 13 aprile per presentare la domanda.